Il nostro atleta più rappresentativo al mondo oggi sulla Gazzetta dello Sport ha "rivelato" un problema di fondo (o si potrebbe dire ha sottolineato ..) che affligge il nostro mezzofondo in particolare. sottolineava infatti il problema che i nostri atleti non riescono, nella normale evoluzione graduale atletica, a competere con gli atleti stranieri e per tale motivo molti si perdono per strada. Nel suo contenuto che ho sintetizzato certo ai minimi termini vedo proprio nel popolare movimento Toscano la stessa inutile relazione tra Africa ed Italia ma non perchè l'atleta straniero non può competere, me ne guarderei bene da affermare una cosa del genere e me ne guarderei bene di dire che non ci sono atleti all'altezza di competere con questi "professionisti", ma perchè non vi è un criterio logico sul come e dove deve competere un'atleta di livello. Certo è che se prendo ad esempio Correre Serena o Masotti e la metto a confronto con la Scalata al Castello posso ben capire di cosa stiamo parlando. (Devo essere sincero che Piero Giacomelli ha sottolineato il fatto in cui questi atleti hanno partecipato con scopo benevolo ed umanitario e certamente non posso che condividere il loro gesto e le parole di Piero ma per il ragionamento penso che l'esempio calzi a pennello).
In assenza di fraintendimenti faccio un'esempio molto semplice che ritengo utile al movimento ed all'intelligenza collettiva del movimento: ho guardato in Tv (su un canale regionale) una gran fondo di ciclismo (non discutiamo la professionalità di questi atleti per favore) ed ho notato alcuni atleti professionisti che comunque erano nel gruppetto di testa e stavano a ruota senza tirare mai e fare un'allenamento ed uscire prima del traguardo. Morale della Favola la corsa ha avuto il suo degno e giusto vincitore (non professionista) tutti i ciclisti comunque sono stati a contatto con i professionisti ed erano contenti, gli organizzatori comunque erano contenti della venuta alla loro corsa di questi atleti (un pò come se ci fosse un testimonial) ... gli atleti (professionisti9 erano contenti perchè avevano fatto un bell'allenamento in compagnia ... ed una gara di amatori tale è stata e tale è rimasta.
Certo il discorso Di Stefano Baldini coinvolge più in generale un movimento che non trova attaccamento, che ha un'immagine relativa e che comunque ha un confronto improbabile di sbocchi se non sei in un gruppo militare. Questo per sottolineare che se non vinci non sei nessuno e soprattutto nel mezzofondo dove i nostri migliori atleti si sono costruiti negli anni con gavetta, sacrifici, imprimendo continuità e determinazione nonostante uno sport pieno di controversie ed avverso e che debbono competere per una struttura organizzativa "di qualche anno fa" contro i fenomeni africani riducendo la loro crescita per mancanza di incentivi e di stimoli (perchè non si vede il futuro del nostro paniere, non solo dei talenti).
Certo se devo essere sincero la federazione si stà muovendo ed a piccoli passi potrebbe risanare un movimento che era andato in decadimento (in decadimento non per i risultati sportivi ai massimi livelli ma perchè non si sa la differenza tra saltare 7,80 mt nel lungo e 8,30 o correre 100 mt in 10"20 e 11"10 o che forse è l'esempio più comune e semplice correre una maratona in 2h10/15 e correrla in 3h00 ... sembra una discrepanza abissale ma posso confermare che per molti la differenza è puramente teorica e di poca determinazione: in quanti eravate a partire e 30 /40 minuti su 3 ore non sono poi molte ...), ma penso che oltre ad essa si debbano muovere anche le società e i media certo sotto la spinta dell'organo principale che è la Fidal che deve anche incentivare gli altri enti di promozione sportiva (non voglio entrare in politica ... e discussioni tra fidal costi ecc..) a seguire una direttiva logica per la finalità della promozione sportiva che si volge certo al risultato finale di avere i campioni del futuro.
... Buona corsa a tutti e forza Stefano Baldini stasera a Castelbuono, manifestaizone in cui tra i Top runner dovrebbe essere presente anche il nostro Michele Giofrè. ...
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