Veramente interessante la nuova formulazione del Campionato di Società, che vede intersecare l’attività giovanile con quella assoluta in un campionato di società con un’inclinazione più complessa nella gestione della società. Detto questo ed affermando che sicuramente è molto interessante anche il punto su cui si vuol ridare alle società di appartenenza degli atleti militari il giusto merito per aver tirato su comunque dei campioni che poi per ovvie ragioni cercano di entrare nei gruppi sportivi militari. Dicevo detto questo i problemi non penso che si risolvano o che la nostra “vuota” atletica, che comunque sta prendendo un bel sospiro di aria grazie a progetti come quello “progetto talento” o a comunicazione tra fidal e province in taluni casi riuscirà a smobilitare un crescente disinteresse per l’atletica. Non voglio certo dire che questa novità non possa essere interpretata in maniera positiva ma se penso he ci sono società che non riescono a mandare avanti un settore e non essere competitivi, figuramo ad avere delle squadre complete come allievi, junoiores, promesse e assoluti e promesse. Insomma mi sembra che si voglia pretendere troppo dalle società che a mala pena ce la fanno a campare. Ma il problema continua, se vogliamo, a non essere questo, perché è vero che ci sono società strutturate in maniera tale da avere tutte le categorie ed avere un interesse nel prosieguo dell’attività nella sua complessità ... ma si vuol far sì che si estenda il paniere di atleti.
Allora, ieri guardando una partita di pallavolo della mia città, mi sono domandato cosa c’è che non funziona? Perché nella pallavvolo ad es. si hanno dei campionati che anche se non compaiono sui giornali ma che però si hanno dei veri idoli per i ragazzini e le ragazzine? Semplice perché nella città c’è una forte aggregazione alla società, all’andamento della classifica e ad un unico obbiettivo che è un campionato. Il nostro sport si contraddistingue nella sua molteplicità di eventi che poi si rifanno sempre a quelli dell’olimpiade e dei mondiali. Ecco la novità: campionati di società che durino una stagione, (con idee nuove sul come poter impiegare il proprio potenziale) e suddivisione di categorie dal nazionale, al regionale ecc. (insomma un po’ come la serie A, la serie B ecc..), con la prerogativa che chi ha la squadra in nazionale dovrà prendersi anche la briga di organizzare una prova del suo campionato in maniera tale da avere perlomeno una parte del suo pubblico dalla sua parte (quindi un numero comunque ristretto di squadre tipo 8/10 per un numero di 4/5 atleti per squadra) . Inoltre sarà utile cambiare la struttura dei campionati suddividendo in settori: mezzofondo, velocità, lanci, salti. Perché questo? Perché potremmo avere un pool di buoni atleti nella medesima squadra che magari per tradizione o per investimenti possano far sì di investire in un determinato campionato e non su tutte le gare che può essere dispersivo. Inoltre potremmo avere un’unica realtà accentrata.
Quindi penso che in generale la funzione specifica sia quella di dare una direzione per le società in maniera tale che faccino una determinata attività appunto di settore assoluto.
Certo questa è un’idea che mi è venuta guardando una partita di pallavolo … che mi ha appassionato, mi è piaciuta ed è piaciuta.
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