C'è un'errore di fondo nella gestione dell'atletica e del podismo.
La maratona, disciplina per eccellenza per tutti, dai calciatori ai pallavolisti è oramai alla stregua di fatiche che nemmeno Filippide può sopportare. Abbiamo allungato le distanze per mettere alla luce degli occhi degli altri l'importanza nostra come se la distanza sia la più proficua delle virtù. Ci sentiamo padroni ma il nostro corpo oramai non è più padrone e talvolta si accascia senza più rialzarsi.
Sì c'è un'errore di fondo nella gestione di questa attività sportiva che oramai è alla stregua di tabelle, tempi, chilometri, idee, doping e chi più ne ha più ne metta. La corse hanno importanza solo se c'è il soldo o se ci sono 15.000 partenti ma dove sono finite le Olimpiadi, i mondiali, le immagini di Cova, Antibo, Andrei ... dove sono i nostri sogni nel correre in pista e vedere il pubblico che si alza in piedi ed incita il nostro nome? Dove è finito l'orgoglio, la competizione, la nazionalità? Dove è finita la classificazione dei valori?
Anni fa, quando correvo ancora in pista, andavo sulle graduatorie regionali per vedermi e per vedere come ero in classifica, quello secondo me era importante. Come ritenevo che il punto di arrivo fosse un titolo da portarsi a casa. Dove è finito questo spirito competitivo?
No signori miei qui c'è un'errore di fondo, abbiamo perso la retta via, non sappiamo più cosa è che conta, non sappiamo più cosa sono i veri valori. Io voglio vincere non per gli Euri ma perchè voglio dimostrare agli altri che devono dimostrare di essere migliori di me, perchè io mi sono preparato per questo appuntamento e i miei avversari non devono trovare scuse perchè anche loro si sono preparati per quell'appuntamento: il Campionato. Il Campionato dovrebbe consacrarti ed invece è diventata una gara come un'altra.
Bisogna tornare all'origine, alla scuola, ai 100 ai 10.000 alla Tv che dica chi è che vince un titolo Italiano, ai giornali che dica chiè il Campione Regionale al perchè ci sacrifichiamo tutti i giorni. Bisognerebbe avere le classificazioni proprio come nel calcio: serie A, B, ecc... non gare e garette. Bisognerebbe che ci sia la facoltà di sapere che dobbiamo consacrare chi corre ma non perchè lo fa con spirito goliardico ma perchè ha ricercato il risultato.
Direi di dividere e suddividere i campionti, di tornare un passo indietro e trovare una soluzione perchè il nostro sport stà muorendo e non parlo dei talenti che ci possono risvegliare come la mattina quando ci laviamo la faccia: ma la sera torniamo a dormire. Dobbiamo coinvolgere tutti a conocere il perchè è bello questo sport, non solo per noi stessi ma anche per gli altri.
C'è un'errore di fondo e và corretto: andiamo a vedere le gare, parliamo dei nostri campioni, facciamo pubblicità al nostro sport almeno una domenica non pensiamo solo a correre per noi stessi facciamo come gli altri sport appassioniamoci e abbracciamo tutto quello che ci circonda perchè ci soddisferà tanto quanto aver corso.
Un saluto,
massimiliano santangelo
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