Il popolo della corsa comincia a conoscere i grandi nomi quando questi vincono, poi vincono e quindi rivincono.
Si ricordano tra gli ultimi i nomi di Tergat, Gebreselasie, Gharib, El Guerrouj, Wilson Kipketer, Coe, Baldini ... Micheal Jhonson ... solo per citarne alcuni che rimangono nella storia della nostra atletica leggera.
Bekele il Re indiscusso della corsa, extraterrestre in campestre nel segno del cambiamento di regolamento, è stato tolto il cross corto, ha abdicato o meglio è tornato tra i terrestri "perdendo". E' facile parlare quando uno vince, quando un'atleta come lui stravince ma è difficile rendersi conto il rammarico di quando la sconfitta prende piede soprattutto per chi è abituato a strapazzare gli avversari. Tadesse non è certo l'ultimo arrivato ma se ibookmaker avessero scommesso avrebbero dato vincente Bekele 1:1 senza nè sè ne ma. Il Campione Etiope non è una macchina è un talento, un fenomeno forse un'uomo fin troppo veloce capace di spaziare dai 1500 (cfr. indoor), ai 10000 e c'è chi dice che addirttura in maratona visto il suo potenziale potrebbe far tremare tutti.
Certo ha vinto un Campione come Tadesse già salito sul podio alle olimpiadi del 2004 e quindi si riconferma tra i protagonisti di questa nuova stagione che vede in Bekele un'uomo e non una macchina ed anche per questo gli fà onore ancor di più per il campione che è.
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