08 gennaio 2007

Gare Uisp in cerca d'omologazione Fidal?

Difficilmente mi soffermo sugli articoli di podisti.net in quanto molte volte ritengo che il grande fratello non sia pane per tutte le bocche. Ma il titolo ed ancor di più il contenuto mi è piaciuto e quindi riporto integralmente il suo testo, complimentandomi (quando ce vo' ce vo') per coloro che ancora credono che se regole ci sono vanno rispettte ed integrate in un'organico più variegato.

Scritto da Claudio Lavaggi
Che sia una patata calda, non c’è dubbio, che sia bollente nessuno la vuol dire, forse perché il mondo del podismo è talmente variegato e complicato che prendere decisioni drastiche in una certa direzione può fare più male che bene. E in effetti il podismo su strada è sport “strano”, in cui il camminatore della domenica si può veder sorpassato… da Stefano Baldini. Di certo non capita che il ciclista amatore possa correre con Basso e Bettini e che il nuotatore improvvisato si cimenti contro Rosolino o la Pellegrini, ma nel podismo atleti Fidal e atleti Csi o Uisp… sono fratelli, molti hanno anche il doppio, alcuni il triplo tesseramento.
Così per arrivare a dire che il Comitato Emiliano della Federazione d’atletica leggera, il cui presidente è il reggiano Alberto Montanari, ha inviato una lettera a società ed atleti per sollevare un problema. Il Giudice Unico ha richiamato settantacinque atleti emiliani (pare non ci siano reggiani) per aver preso parte ad una manifestazione su strada a carattere agonistico non approvata dalla Federazione Italiana di atletica leggera. Il tutto parte da una sentenza del Tar del Lazio che sembra attribuire alle sole federazioni l’attività agonistica, lasciando agli enti di propaganda quella promozionale.
“Ne consegue _ dice Montanari _ che le manifestazioni agonistiche sul territorio nazionale possono essere organizzate solo dalle federazioni, le quali hanno il dovere di inserire nei propri regolamenti disposizioni che impediscano ai propri tesserati la partecipazione a gare non riconosciute”.
Il presidente regionale, sentito di persona, si dimostra poi più soft: “Per me prova agonistica vuol dire con classifica, con premi in denaro o rilevanti premi in natura e valore assoluto degli atleti stessi, per di più su distanze olimpiche o similari. Rendiamoci conto che dare compensi ad atleti stranieri potrebbe creare problemi di natura penale se non fossero in regola con le leggi sull’immigrazione. Da parte mia mi sento comunque di lanciare agli enti un messaggio di dialogo. Troviamoci e risolviamo assieme il problema che è di natura nazionale e non certo locale; si potrebbe pensare ad omologare come Fidal le tante gare Uisp premiate, magari a costi ribassati. Prima di tutto come federazione cerchiamo il buon senso e non vogliamo certo accanirci contro i master e gli amatori”.
Il sasso è lanciato ed alcune corse reggiane hanno già chiesto l’omologazione della Fidal: avere atleti del calibro di Marco Baldini o di Monica Morstofolini (per citare due nomi a caso) dà solo lustro alla manifestazione, per cui nessuno ha interesse (e neanche la stessa federazione che a Reggio organizza poche gare su strada) a far sì che questi atleti, che in pratica si allenano in gara, non prendano parte alle corse degli enti di propaganda. Ma si può essere anche di parere opposto, vale tutto ed il contrario di tutto.

Nessun commento:

Posta un commento