01 aprile 2008
Cambia la distanza di maratona: dal 2010 diventerà di 50 km
Scritto da Stefano Morselli - Redazione Podisti.Net
martedì 01 aprile 2008
E' ufficiale, dal 1/1/2010 la distanza di maratona sara' portata dagli attuali 42,195 km. a 50 km e se cio' avviene è per merito dell'Italia. La decisione e' stata presa in seno alla IAAF durante la seduta straordinaria svolta lunedi' 31 marzo a Losanna, alla quale ha partecipato per l'Italia il promotore dell'iniziativa Massimo Magnani. Per la diplomazia italiana si tratta dell'ennesimo successo dopo l'assegnazione dell'Expo universale a Milano.Magnani, raggiunto telefonicamente, si e' detto molto soddisfatto e ha dichiarato: "Occorreva dare un segnale di novità al settore, aumentando l'importanza del fattore tattico al fine di smorzare lo strapotere africano che incombe sulla specialità. Per ottenere siffatto risultato occorreva allungare la distanza della gara più importante della corsa su strada, piu' le gare sono lunghe piu' la tattica di gara e' predominante sulla pura velocita'".Magnani ha poi aggiunto: "In chiave italiana poi, la soluzione e' ancora piu' importante, il dopo Baldini si preannuncia durissimo, avere gare tatticamente piu' impegnative, ci favorisce. Ora ho in progetto di proporre, per lo stesso motivo, l'inserimento di nuove discipline in pista come la corsa ad eliminazione (Ndr: meglio conosciuta come "americana") e la corsa a squadre" (nella foto).Iniziamo ad arrivare anche i primi commenti, Ivano Barbolini (Maratona di Carpi) si dice preoccupato per l'aumento dei costi, Enrico Castrucci (Maratona di Roma) evidenza la difficolta' ad aumentare il tempo massimo e la relativa chiusura delle strade delle città, chi è gia' entusiasta della cosa e' Giancarlo Chittolini (Luoghi Verdiani) che ha gia' pensato di aggiungere un ulteriore traguardo intermedio alla sua manifestazione.
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Ora dico la mia:
Ritengo che possano anche aumentare le distanze, ma come abbiamo visto non siamo competitivi e quindi non saremo neppure competitivi sulla 50 km. E' inutile prenderci in giro, se il divario è quello di quasi 3' tra la migliore prestazione mondiale e la nostra migliore prestazione italiana (e a differenza di Gebre vs Baldini, di Atleti vicino a Gebre in kenia e noùe mondo ce ne sono molti, mentre in italia vicino a Baldini ... nessuno) ma in generale si oscilla tra i 2'/4' tra un atleta dell'altipiano (2h6'/2h10' contro i nostri 2h10/2h14') si capisce bene che sono differenze tra i 3 e i 6" al km che nella migliore delle ipotesi. Quindi un rallentamento di queste medie comporterà comunque e sempre un divario eccessivo. Non facciamoci ingannare dai risultati di manifestazioni come 100km o ultra. E' solo una uestione di ingaggi e soldi che girano intorno a queste manifestazioni. Appena la 50km diventerà maratona (con tutte le conseguenze del caso) anche i rispettivi corridori che fino ad oggi facevano 42,195 mt saranno catapultati per "denari" in questa nuova distanza con quale risultato? identico a quello che appare oggi. Inutile farsi false illusioni. Certo ci sarà da rivedere il record del mondo. All'inizio il divario tra i tempi fatti registrare tra gli atleti africani e i nostri migliori potrebbe essere sottile fino a quando non prenderanno le misure (o fino a quando non verranno corse un numero di gare elevate, perchè alla fine è questo che fa la differenza: londra 2010, Berlino 2010, Amsterdam 2010 ecc.. per poi passare all'anno dopo con londra 2011, ecc. chi vuol capire capisca).
Insomma ritengo che per vivacizzare questo sport si inventano stratagemmi fantasiosi che non rendono l'idea. In pratica anche là dove il tempo poi non conta (il cross) e dove l'uomo contro uomo, la squadra, la tattica dovuta a condizioni climatiche e ad atleti che comunque non si confrontano tutti i giorni e non hanno punti di riferimento chilometrici sul ritmo (come invece accade in pista o in maratona) alla fine non trova grandi riscontri e grandi conferme. Non dà il sale che altri sport riescono a dare, non prevale la grandezza di quello che è stato fatto (a parte Bekele, ma sappiamo bene che anche arrivare 20° vuol dire aver vinto la Champions Legue). Ecco in questo contesto è inutile che si inventano Americane, o gare diverse.
La soluzione? E' semplice.
Bisogna personalizzare le società, fare in modo che la gente si senta tifosa ad es. dell'Atletica Castello con Ngeny, o Giofrè (o Me) o Cito ecc... Bisogna che la gente si affezioni allo sport (come ad esempio accade nel cilismo grazie ai mass media che ne rilevano la grandezza e l'importanza e dove un amatore che va in bicicletta non pretende di essere Cipollini se non nei suoi sogni e nella mente quando fa un bel giro in bici e compra la maglietta per andarci sopra la bici). Bisogna che ci sia la distinzione tra professionismo e amatorialità (anche se purtroppo ritengo che in Italia il livello dei nostri migliori non possa competere con quello del resto del mondo, bisogna che questo ci sia: sia tra la Golden Legue, che tra manifestazioni di carattere nazionali).
Bisogna intraprendere la strada che la gente deve andare allo stadio.
Dici facile tutto questo. Bene intanto i giornali, e non parlo solo dei quotidiani devono avere una sezione "principale" e distinta dell'attività che si fa in italia (parlo di giornali tipo Correre, Runners, La Corsa, podismo e Atletica), non si può vedere la Boclassic affiancata ad un'altra corsa regionale. Bisogna che vengano dati i risultati dei campionati incentivando ad andarli a vedere, a prendere atto delle squadre e delle formazioni, di chi sono Buttazzo e Meucci per l'Esercito ma Anche di chi è La Rosa Stefano o Scaini, ma anche chi è Sara Orsi, Veronica Vannucci ecc... che competono con i mostri sacri come Maraoui o Baldini. (Certo mi può essere detto ma alcune gare comprano lo spazio e quindi bisogna fare un'articolo diverso: bene ma l'informazione fa sì che il giornale si elevi e non risulti un purpurrio di pubblicità o di riciclo di articoli). Inoltre smetterei di mettere le tabelle inizia a correre ma bensì metterei delle informazioni di come si può contattare il campo vicino casa, quali sono le squadre che partecipano ai campionati nelle varie zone e province, gli allenatori che svolgono lavoro sul campo (o fuori dal campo ad es. come me che una volta a settimana + il sabato vedo gli atleti che seguo). Insomma per ravvivare e rinfoltire quelle zone che sono diventate vuote e che servono per riempire il sapere e la conoscenza di questo sport oltre che per incentivare a fare quello che capita negli altri sport: incentivare il pubblico a vedere le gare che contano.
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