Stefano Baldini: "Non sono bollito, fisicamente sto bene"
Scritto da Claudio Lavaggi
giovedì 20 settembre 2007
Stefano Baldini, alla mezza maratona di Lisbona, è arrivato nono in 1h03’55”, una performance che ha deluso l’atleta castelnovese prima di ogni altro. Ma senza spezzare lance a favore di alcuno, guardiamo per un attimo dei semplici numeri: a Lisbona ha vinto il keniano Mutai, atleta in grado di correre sotto l’ora, in 1h01’54”; secondo il suo connazionale Robert Cheruyot in 1h02’01”, terzo il marocchino Jouad Gharib in 1h02’05”, poi solo keniani sino all’ottavo, Wesley Ochoro, un secondo avanti a Stefano. Decimo il portoghese Josè Rocha, secondo europeo in 1h04’09”, tredicesimo Daniele Caimmi in 1h05’38”. E se prendiamo le statistiche 2007, l’unico italiano a correre vicino ai 62 minuti è stato Baldini alla Stramilano. Poi è altrettanto vero che è settembre il mese delle maratonine e che in tanti devono ancora correrne, ma la situazione generale italiana non sembra proprio eccezionale. Al secondo posto della nostra classifica stagionale c’è infatti Daniele Caimmi in 1h03’01”, entro i 64 minuti Giuliano Battocletti, Ruggero Pertile, Denis Curzi ed Antonello Petrei e se Stefano è il più “vecchio” con i suoi 36 anni, beh, il più giovane è Battocletti con i suoi 32…
- Punto e a capo, la parola a Baldini.
“Ah, non c’è molto da raccontare _ dice un po’ sconsolato il campione olimpionico _ è vero, la gara portoghese non era veloce, caldo e umidità hanno fatto il resto, ciò non toglie che pensavo di essere più competitivo. E’ facile dire che è veloce, che è in discesa, bisognerebbe che prima di dar dei giudizi qualcuno provasse a correrla. Anche gli altri non hanno corso su ritmi strepitosi, ed era gente di ottimo livello”.
- In ogni caso tu non sei riuscito a reggere il ritmo dei primi quasi dall’avvio…
“Sì, questo è vero, al quarto chilometro ero già staccato, ritmi da 2’50” al chilometro non li sopporto. Sono rimasto con il gruppetto dei secondi, poi Rocha non mi ha mai dato un cambio, ma gli ultimi sei chilometri mi sono parsi faticosi come quelli di una maratona…”
- C’entra la discesa dall’altura, visto che eri sceso da Livigno solo un paio di giorni prima?
“Negli anni scorsi quando scendevo ero molto brillante da subito, quest’anno mai. Mi è capitato in tutti e quattro in ritiri altura. Poi è chiaro che a Lisbona ho cercato la gara più dura che ci fosse in giro e la bastonata è stata altrettanto dura”.
- Con la carta d’identità non si scherza, però…
“Calma, io non sono bollito, fisicamente sto molto bene, non ho infortuni e sono organicamente sano. Penso di poter fare ancora buone cose, come ho già detto altre volte, il recupero mi sembra un po’ più lento, ma i lavori fatti in ritiro in chiave maratona sono stati dello stesso livello quantitativo e qualitativo rispetto agli anni scorsi. Avendo un po’ allungato i lavori, pensavo di poter essere competitivo su una ventuno ed invece la risposta dell’organismo non è stata la solita”.
- Come valuti questi fatti?
“Credo sia un momento così, nel 2007 ho corso a corrente alternata, faticando troppo in gara. La fatica degli allenamenti non sono riuscito a monetizzarla in gara. Anch’io mi trovo a gestire una situazione che per me è sconosciuta, o forse mi ero e vi avevo abituato troppo bene…”
- E ora bisogna pensare al futuro. Mondiali di mezza il 14 ottobre a Udine, maratona d’autunno?
“Per i mondiali di mezza voglio verificare alcune cose, come reagirò in questi giorni, se sarò più reattivo e non ultimo farò valutazioni sia con il mio tecnico Lucio Gigliotti, sia con i tecnici della nazionale. Ci sono delle gerarchie che vanno giustamente rispettate”.
- Ma basta guardare i numeri là in alto, se non corri tu, l’Italia chi mette in squadra?
“Nonostante tutto penso di essere quello più in forma, anche in ritiro a Livigno spesso me li perdevo per strada. Ma la settimana prossima andrò a Lignano con gli altri convocati per la maglia azzurra, mi allenerò un po’ in compagnia e poi tireremo le somme. Gli allenamenti duri più lunghi li dovrò far da solo, ma almeno il fondo lento sarà un lavoro comune. E’ chiaro che a fine settimana decideremo assieme per il bene di tutti”.
- Ma non dirmi che se tu vuoi correre i mondiali di mezza, la nazionale non ti convoca…
“Beh, penso proprio di no, direi che se dessi la disponibilità alla maglia azzurra non mi sarebbe certo rifiutata”.
- Resta la maratona. Dove? Quando? In ottobre è presto, dunque a novembre. New York?“Piano, piano, nemmeno i giornalisti della Gazzetta dello Sport mi fanno queste domande. Non posso rispondere così su due piedi, né anticipare niente, perché se un annuncio ufficiale ci deve essere, beh, questo lo devono dare gli organizzatori. Di certo una maratona devo correrla e penso proprio di farlo in novembre e certamente non in Italia. A me serve una prova convincente prima delle olimpiadi cinesi del 2008, oltre al minimo per parteciparvi. Qui non ci sono wild card, il minimo lo devi fare ed io mica preparo i mondiali del 2009
da Podisti.net (www.podisti.org)
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