Il problema nasce dal fondamento individuale e poco spettacolare del nostro sport. (Poco spettacolare inteso nel senso che chi non conosce non capisce).
Direi e vorrei anche affermare che il problema di fondo (oltre al già citato movimento amatoriale che purtroppo non è partecipe alla vita dell'attività se non nel momento della competizione ma non nel momento dello spettatore ... eccezione taluni casi) è la gestione dell'attività. Ho pensato al perchè non funzionano i campionati di società. Insomma alla fine è l'unico sport di livello che non vede affacciarsi tifosi. Ho pensato ed ho trovato una ideologica soluzione: la squadra non rispecchia la città (atleti che non si conoscono e che non si sentono sui giornali locali fanno anonima l’attività) e la sua totale individualità anche negli sport di squadra fanno sì di allontanare e non di avvicinare. Inoltre non abbiamo degli adeguati “modi” di proporci.
In questo contesto dove oramai l’italia deve le sue affermazioni più eclatanti allo sport atletica in ambito di competizioni a medio livello mondiale perché il business non è arrivato per ora a quegli sport (vedi corsa in montagna o ultramaratone o skyrunning che ancora non hanno quella influenza competitiva ed estremamente importante soprattutto sotto il profilo monetario da parte di grandi nazioni come america, russia , kenia, etiopia o marocco che nell’ambito atletico in generale possono confermarsi ai primi posti in talune specialità da lasciare a bocca asciutta praticamente tutti) e non riusciamo ad intraprendere una relazione tra discipline come calcio, basket e pallavolo alla stregua di un comportamento paritetico per l’atletica o la corsa su strada (in vista di maratona e mezza maratona) la cosa più giusta da fare è cambiare direzione.
Esistono troppe manifestazioni in cui il livello eccelso di taluni non rispecchia la corsa, vedi per esempio mezze maratone dove la vittoria ad 1h3’ rispecchia il 2° 3° ecc.. ad oltre 5-10’ di distanza. O Ancora a manifestazioni di livello mondiale dove il pubblico è assente (qui complice di una pubblicità sbagliata e di un contesto che certo può essere migliorato nei modi e nei luoghi con semplici iniziative).
In tutto questo contesto le corse su strada stanno perdendo la loro spettacolarità e la loro indole competitiva cercando sempre di andare a ricercare corse in lungo e largo dove si opti per il non confronto. Nascono così come funghi manifestazioni e la moda è quella del grand prix o comunque del tour, mentre dovrebbe essere totalmente differente l’inserimento di varie manifestazioni in un contesto certo più generale che di spicco. Certo è che chi si intende di sport sa cosa vuol dire c.d.s. o campionato ma vero è che se vogliamo riempire gli stadi dobbiamo avere anche un consenso in lungo e largo e non solo una nicchia di persone capaci di capire. Abbiamo bisogno di persone che facciano il tifo che portino i bambini e tutto quello che circonda uno sport normale dai giornalisti che si interessano (in qualsiasi squadra di calcio o di pallavolo c’è un’addetto stampa) ai dirigenti che seguono l’attività (così come nel calcio) al pubblico.
Ho pensato che la cosa migliore per migliorare il numero di atleti forti ad una corsa non sia quello di mettere grossi premi … o molti premi (certo questo ci vuole) ma di incentivare le squadre che hanno molti atleti di un certo livello (e ci sono basti vedere le società che partecipano ai c.d.s.) abbiano dei rimborsi spesa per squadra a punteggio su massimo 3-5 atleti tanto che se 4-5 buone squadre si presentano abbiamo già 10-15 atleti di un certo livello ed ancora considerando che magari una squadra porti (visto che magari si può ottenere un rimborso spese di trasferta per una squadra se si presenta di un certo livello – anche attraverso alle classifiche dei c.d.s. - ) alcune riserve il numero di atleti di un certo livello è sicuramente interessante (naturalmente dovrebbe vigere il regolamento dei c.d.s. stessa squadra ed un solo atleta straniero).
Da notare a questo punto che certo dovranno essere premiati anche i migliori (perché sempre di uno sport individuale si tratta) ma le società così come nei c.d.s. cercheranno di ottenere i migliori atleti saranno ancora più incentivati verso questa prospettiva. Inoltre a questo punto potrebbe essere interessante fare dei grand prix di società o dei campionati di società nel lungo periodo dove l’importante è la società che come nel calcio può avere dei cambi di uomini e quindi si impegnerà ad avere una squadra competitiva e ben visibile anche se talvolta le punte non sono al top.
Nessun commento:
Posta un commento