Leggendo i giornali, ci si rende conto della frastagliata immagine che il doping dà allo sport. Prima si pensava che ciò che viene detto, un pò perchè ignoranti sia frutto di fantasia ed invidia ed un pò perchè comunque non siamo pronti a confrontarci con i nostri avversari qualora questi ci arrivino davanti se non additando una verità che comunque è lontana dalla certezza.Che poi tutto questo caos (o caso) di doping esista e che pur di arrivare si prendano scorciatoie, o meglio se poi per fare l'atleta ad un certo livello o sei un talento (e visto il paniere difficilmente lo si può desumere) o ci si arrangia. Bè tutto questo fino ad oggi era pura illusione e ilarità per molti che mettevano sul piatto dell'invidia il giusto peso. Cosa sia successo prima non si sa e non si vuole sapere, dal doping di stato ai singoli. Certo è che oramai a tutti i livelli pare non fermarsi questa corsa. Oggi sul giornale si legge di un caso di positività (o meglio dire due) di un 55 enne master .... Fermo qua tutto il discorso che meglio di me vi sarà venuto alla testa e se talvolta qualche congettura vi è venuta oggi più di ieri trova forza nelle notizie di tutti i giorni. Ancora non ci si capacita ma se pensiamo bene alla nostra società che ci impone un'apparire sempre al top (dalle veline ai calciatori per non tacere ai politici che ci governano ... cfr. iene caso "droga" ... e che forse più di ogni altro non danno il buon esempio della società che nella società è pronta a vivere in balia degli eventi ... o a qualsiasi evento che deve per forza figurare come tale) quindi è naturale che non tutti possono essere, come dicevo prima, talenti.Allora la Vuelta ha stanziato € 180.000,00 per la lotta contro il doping (se non ricordo male) e volevo prendere spunto alla "sottile verità" del Maggini in risposta alla lettera di Ilaria Bianchinel suo breve "passaggio su lagalla":" ... Sulla questione, poi, anti-doping alla PisaMarathon, beh trovatemi quell'organizzatore che è contento di autotassarsi per 600,00 euro per prova singola antidoping che gli pago una cena. ...".Oltre al fatto che talvolta i controlli non funzionano in quanto se pensiamo che molte volte per trovare un'atleta positivo ci siano voluti più di un test o addirittura bisogna ricorrere ad altre forme come ad es. intercettazioni telefoniche o indagini che portano ad un soggetto che pure nella sua attività era stato sicuramente controllato e più di una volta ma mai trovato positivo fa certamente riflettere ... ma fa ancora più riflettere il fatto che i controlli non ci sono .....
Certo se penso alle parole di Andrea penso anche a quante Maratone (seppure con premi in denaro) non siano controllate, eppure se una delle principali attività della corsa è questo non vedo perchè non sviluppare un certo controllo per il bene dello sport ma anche dello sportivo e non intendo solo del vincitore ma soprattutto di coloro che pagano le iscrizioni e che applaudono il vincitore e non vogliono certo essere traditi ma bensì essere tifosi.Come possiamo affidare il nostro pensiero ad uno sport che per quanto riguarda a regole pare fare acqua da tutte le parti? Un mondo "amatoriale" sia nel dire che nel fare ma che poi si traveste di profesionismo.Certo la martona ha delle spese alte e seppure in Italia sia diventata praticamente un businnes (basti pensare alla nascita come funghi di maratone e della popolarità che queste hanno a differenza dello sgomento che la pista o l'attività federale deve sopportare), la maratona è (dovrebbe essere) disposta a pagare (e che poi magari risultano nel "pacco"gara) il controllo antidoping (magari 1/2 da far pagare ai concorrenti e 1/2 agli orgnaizzatori: e se facciamo un breve calcolo su 1000 iscritti, a controllo per i primi 3 =3600€/1000/2= 1,8 € ... 2€ in più nel pacco gara ...).Penso che i concorrenti (tutti) siano disposti a spendere questo minimo importo e sapere se il premio in denaro, il riconoscimento, gli applausi e tutto quello che comporta anche a livello di immagine sia loro attribuibile e sia anche di appagamento per coloro che hanno partecipato (e non vinto) alla maratona contribuendo non solo alla riuscita della manifestazione (grazie appunto alla partecipazione) ma soprattutto grazie alla legalità alla onestà, alle regole ...... Penso che rivada visto soprattutto per gli occhi della gente il concetto di corsa competitiva nazionale, internazionale ed anche perchè no regionale ... in generale con delle regole nuove di immagine e normative per tutto il movimento di nuova generazione e al passo con le realtà di oggi che grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione (poco sviluppati in questo senso e troppo figli del Grande fratello o del ognuno per se).Non deve essere più importante una corsa a carattere regionale Fidal di un campionato regionale Fidal.Ritengo che le corse debbano essere fatte in tutt'altra maniera.Esempio il Campionato Italiano di Maratona dovrebbe avere degli incentivi tali da invogliare gli atleti Italiani di un certo livello a confrontarsi (magari sviluppare un montepremi per i primi 15 Italiani tali da poter vedere un simbolico titolo e competizione degno di tale nome) e a preparare quell'appuntamento posizionarlo magari in una data in maniera tale che si conformi alle aspettative dei tecnici per gli appuntamenti Mondiali. Non solo una corsa quindi ma un momento di confronto come avviene nel campionato di Società di Mezza maratona dove abbiamo un quadro veramente al Top dell'Italia (seppure il pubblico è scarso) un'atleta si confronta ed è contento anche di arrivare 100 in quanto ha un significato veramente eccelso.
Inoltre i campionati su pista siano essi regionali o nazionali dovrebbero avere dei premi in denaro e degli incentivi tali a poter permettere uno spettacolo di livello eccelso per la regione che lo ospita, senza il solito fuggi fuggi in quelle date in manifestazioni dove si possono mettere in tasca du' soldini (naturalmente parlo più per il mezzofondo che non per le altre discipline come lanci o salti ... che sono ancora più in ombra).In quest'aspetto vorrei sottolineare un'atleta che si è ben confabulata con lo scenario che io ho descritto: Vannucci Veronica. L'atleta Pratese non ha avuto paura di confrontarsi anche nei campionati federali.A conclusione di tutto questo direi che la cosa migliore sarebbe quella di soffermarsi un'attimo e di mettere le idee su un tavolino e non andare a vedere il mondo globale che sembra troppo lontano dalle nostre aspettative ma fare un passo indietro per far rinascere lo sport atletica in italia con un certificato DOC per le maratone che si confabulano ad un determinato tenore di regole e rispetto (oltre ad immagine). Per i campionati (e soprattutto di societàsu pista) suddividerei i settori in salti e mezzofondo, lanci e velocità (sempre in due giornate diidendo ancora di più in maschi e femmine ) in maniera tale che ci sia l'evento per ogni disciplina (un pò come la partita di calcio: la partita è già un'evento che poi nel campionato ne ingrandisce l'importanza a seconda di quello che succede anche sugli altri campi). Inoltre darei più importanza appunto ai campionati di Società cercando degli adepti anzi dei tifosi magari sponsorizzando sui giornali gli avvenimenti e cercando di invogliare le persone vicine al centro sportivo o vicino ai singoli atleti con iniziative nuove.Posso dire che l'unico momento che ancora vive con i tifosi è il campionato di società di campestre che ancora ha dalla sua un fascino particolare e che racchiude tutti i migliori atleti regionali e nazionali presenti sulle nostre strade e forse grazie anche a questo è il vero confronto che non può essere "scansato".
posted by Max
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento