10 luglio 2007

ECCO LA LETTERA INTEGRALE DELLA BIANCHI

Mi dispiace dover impugnare la penna per mettermi a rispondere a certe affermazioni sul mio conto che non sono vere e che per questo mi hanno ferito. Ecco perché ho sentito il bisogno di chiarire alcuni punti sperando di trasmettere tutta la mia sincerità a chi legge e senza fare polemiche verso nessuno. Innanzitutto vorrei precisare che non sono una professionista: la mia attività di podista la ritaglio in una piccola frazione della mia intensa giornata (lavoro, casa, famiglia) come penso la maggior parte delle persone che pratica questa attività a livello amatoriale. Sono una persona tenace e quando mi metto in testa di fare qualcosa cerco di farla con costanza e determinazione, senza trascurare tutto ciò che fa parte di me, i compiti e i doveri che mi spettano in conseguenza delle scelte di vita che ho fatto. Ma veniamo al punto della situazione: vorrei chiarire il malcontento che si è venuto a creare sul fatto che ho partecipato alle due gare di Livorno. Il mio programma di allenamento prevedeva 2X10.000, il primo a 3’30” e il secondo a 3’40”, allenamento tiratissimo sia a livello fisico che mentale; cosa di meglio della gara di Livorno, dove erano previste due partenze che calzavano alla perfezione con il mio programma? Chi poteva immaginare che le avrei vinte tutte e due? Il Corriprimavera di Laviosa, come tutti sapete, è sempre stata una gara ad alto livello (hanno spesso vinto atleti professionisti), il Campionato Italiano Fidal (anche se Master) ti porta a confrontarti con atleti che non conosci e che potrebbero riservarti sorprese, per cui potevo anche non arrivare prima né all’una né all’altra gara (e forse qualcuno avrebbe taciuto). Sul conto di Bruno Ceccarini vorrei precisare che anche la seconda donna aveva al seguito marito o allenatore in bicicletta: come mai nessuno ha detto nulla? Sbaglio o anche i professionisti si fanno tirare dalle lepri per togliere secondi preziosi ai loro personali? Io non ho mai avuto lepri; su otto maratone che ho corso, quattro le ho corse in solitaria (Siracusa pure con il vento), e nelle altre quattro ho avuto la fortuna di trovare un gruppetto di uomini che mi hanno fatto compagnia. Non penso che la presenza di Bruno sia determinante ai fini della prestazione, anzi, avere qualcuno davanti che ti imposta il ritmo e l’andatura sarebbe molto più vantaggioso! Le volte che mi sono ritrovata a correre a fianco di un’altra donna è stato per me un momento di condivisione della fatica e un continuo scambio di acqua, spugne o quant’altro poteva servire per ristorarci entrambe. Mi sono sempre sentita ringraziare alla fine, e questo per me è un esempio di comportamento sportivo che tengo a dare alle mie figlie e a chi crede in certi valori. Già che sono a scrivere, vorrei precisare un altro punto molto importante, ci tengo a dirlo anche se non posso dimostrarlo scientificamente. Sono una ragazza pulita, uso solamente integratori che mi forniscono le due ditte di cui sono testimonial. Qualsiasi comportamento antisportivo va contro la mia filosofia di vita: non potrei guardare negli occhi le mie figlie sapendo di aver ingannato gli altri, ma soprattutto me stessa. Anche in questo caso mi sono arrivate voci poco piacevoli e assolutamente non vere. Per la Maratona di Pisa avevo chiesto che mettessero un controllo antidoping; a Jesolo è scritto sul regolamento (sul sito internet della gara si può leggere che “i premi saranno pagati solo dopo il controllo antidoping”). A buon intenditor poche parole… Per i “San Tommaso” dovete pazientare fino al giorno in cui qualcuno all’arrivo mi dirà “Venga con noi a fare il test”. Queste mie parole spero siano servite a chi non mi conosce ancora bene o mi ha sempre giudicato in maniera superficiale. Chi invece mi conosce non ha bisogno di leggere neppure un rigo di tutto ciò.

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